Saturday, February 5, 2022

Il forecast, ovvero aveva ragione Galbraith*

Avevano detto che bisognava fare il forecast anche del prossimo trimestre e, per come andavano le cose, poteva essere il 70% o il 130% del target assegnato. Con le turbolenze di mercato già si faticava a capire quali ordini sarebbero entrati il prossimo mese, figuriamoci sapere cosa sarebbe successo tra cinque mesi.

Anche il Capo lo aveva detto subito: "Ragazzi non perdiamoci tempo tanto è come tirare i dadi!". Ma poi aveva comunque voluto due slide che immaginassero possibili scenari. Questo ce lo disse nel primo meeting e voleva tutto pronto per il meeting dell'indomani.

Ovviamente tutti hanno fatto il loro lavoro e nel secondo meeting abbiamo dato i numeri, letteralmente. Dato che generalmente il trend degli ultimi trimestri è stato positivo, abbiamo messo qualcosina sopra il target, così, per fare bella figura senza impegnarci.

Ma, dato che avevamo dato un pochino di più, bisognava identificare quali ordini avevamo in forecast per dire che avremmo fatto di più. Ci lasciammo con questo compito e la mattina dopo ci saremmo visti di buon ora per discutere questa cosa dato che il forecast andava consegnato entro sera.

Per identificare i famosi ordini ci siamo messi tutti a telefonare ai venditori, che maledendoci per la perdita di tempo, hanno detto i nomi dei primi clienti che gli sono venuti in mente. Fatto questo ci siamo visti tra noi per mettere insieme i numeri.

Siccome i numeri non tornavano abbiamo coinvolto quelli del Finance e della Sales Operations in una riunione verso sera, ma ogni volta che quadravamo una cosa si squadrava quell'altra. Non è mai semplice distorcere la realtà.

La mattina dopo i numeri non tornavano ancora, il Capo se ne è accorto ma non c'era più tempo bisognava preparare le slide e, si sà, più le slide sono belle e più sembrano giuste. Passata tutta la mattinata a discutere su questo principio, con ognuno che voleva dire la sua, ci restava solo il pomeriggio.

Ci sentimmo in una call alle due, ma ora che ci siamo collegati tutti erano già le due e venti. Non c'è niente di più difficile che costruire una presentazione Power Point in sei, così dopo un'accesa decisione ci siamo divisi gli argomenti e ci siamo ridati appuntamento alle cinque.

Alle cinque altra call con il solito ritardo. Aggiusta qui e aggiusta là e per le sei ultima revisione con il capo.

Alle sette abbiamo mandato il tutto tramite una email. Chiudendo questi 3 giorni in cui non abbiamo fatto altro che inventarci numeri e poi discutere sul loro significato il Capo ha chiuso la riunione con un: "Ve lo avevo detto io che era meglio tirare i dati". 

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* Il titolo deriva dalla famosa citazione di J.K. Galbraith: "The only function of economic forecasting is to make astrology look respectable".

Friday, February 4, 2022

Fuori dai Social Networks

Avevo passato tutto il sabato con il telefonino in mano a litigare su Facebook. 

Ma sì, il parlamento aveva approvato una legge controversa che, da un lato ci voleva, ma dall'altro andava a toccare un po' quello che siamo sempre stati. Ho iniziato rispondendo ad un tizio che avevo conosciuto qualche anno fa e poi ho continuato dimostrando a questo e a quello che si stavano sbagliando. 

Intanto, mentre aspettavo che i miei "avversari" dicessero la loro, saltavo da Twitter a LinkedIn e poi a Instagram, leggiucchiando qua e là delle notizie di politica, sport, tecnologia, costume, società, economia, storia e, soprattutto di dove erano stati e cosa avevano mangiato i miei contatti. Dopotutto siamo nella società dell'informazione, bisogna informarsi e io mi informavo.

Mi venne da pensare a qui poveretti che ci hanno preceduto, a mio padre che sapeva solo quello che i telegiornali, e chi li comandava, volevano che sapesse. Per noi è diverso, noi abbiamo sottomano tutte le informazioni che vogliamo e se una cosa non ci torna possiamo sempre andare in Google a cercare dati e controprove. 

È vero, la maggior parte delle informazioni ci arrivavano comunque dai quotidiani online, e da chi li comanda, ma volendo possiamo leggerne più di uno. È pur vero anche che la maggior parte delle cose che leggiamo e di cui discutiamo sono quella che vanno per la maggiore sui social networks. Passiamo la giornata a discutere di un piccolo scandalo mentre nel mondo avvengono atrocità, ma volendo possiamo moverci altrove, leggere e discutere altre cose.

Volendo, però non lo facciamo mai.

Potremmo guardarci il video integrale del discorso del Presidente, invece che discutere se ha detto questa o quella cosa partendo da un virgolettato nel titolo di un giornale riportato in un post in Facebook. Potremmo guardare le statistiche dell'ISTAT invece che come le commentano gli opinioninsta. Potremmo guardare i siti delle istituzioni o delle organizzazioni a cui siamo interessati invece di occuparci solo di quello che decide l'algoritmo.

Ci sono un sacco di cose interessanti sul web fuori dai social networks!

Allora così, come per fare un gesto rivoluzionario, ho aperto il sito del Parlamento Europeo e mi sono messo a navigare. Navigare il web, fa molto fine novecento, ma i risultati sono sorprendeti: un report sull'economia circolare, i documenti dell'ultima riunione a livello europeo sul COVID19, le strategie per affrontare e contenere l'inflazione e molte altre cose, di quelle cose che interessano a me.