Avevo passato tutto il sabato con il telefonino in mano a litigare su Facebook.
Ma sì, il parlamento aveva approvato una legge controversa che, da un lato ci voleva, ma dall'altro andava a toccare un po' quello che siamo sempre stati. Ho iniziato rispondendo ad un tizio che avevo conosciuto qualche anno fa e poi ho continuato dimostrando a questo e a quello che si stavano sbagliando.
Intanto, mentre aspettavo che i miei "avversari" dicessero la loro, saltavo da Twitter a LinkedIn e poi a Instagram, leggiucchiando qua e là delle notizie di politica, sport, tecnologia, costume, società, economia, storia e, soprattutto di dove erano stati e cosa avevano mangiato i miei contatti. Dopotutto siamo nella società dell'informazione, bisogna informarsi e io mi informavo.
Mi venne da pensare a qui poveretti che ci hanno preceduto, a mio padre che sapeva solo quello che i telegiornali, e chi li comandava, volevano che sapesse. Per noi è diverso, noi abbiamo sottomano tutte le informazioni che vogliamo e se una cosa non ci torna possiamo sempre andare in Google a cercare dati e controprove.
È vero, la maggior parte delle informazioni ci arrivavano comunque dai quotidiani online, e da chi li comanda, ma volendo possiamo leggerne più di uno. È pur vero anche che la maggior parte delle cose che leggiamo e di cui discutiamo sono quella che vanno per la maggiore sui social networks. Passiamo la giornata a discutere di un piccolo scandalo mentre nel mondo avvengono atrocità, ma volendo possiamo moverci altrove, leggere e discutere altre cose.
Volendo, però non lo facciamo mai.
Potremmo guardarci il video integrale del discorso del Presidente, invece che discutere se ha detto questa o quella cosa partendo da un virgolettato nel titolo di un giornale riportato in un post in Facebook. Potremmo guardare le statistiche dell'ISTAT invece che come le commentano gli opinioninsta. Potremmo guardare i siti delle istituzioni o delle organizzazioni a cui siamo interessati invece di occuparci solo di quello che decide l'algoritmo.
Ci sono un sacco di cose interessanti sul web fuori dai social networks!
Allora così, come per fare un gesto rivoluzionario, ho aperto il sito del Parlamento Europeo e mi sono messo a navigare. Navigare il web, fa molto fine novecento, ma i risultati sono sorprendeti: un report sull'economia circolare, i documenti dell'ultima riunione a livello europeo sul COVID19, le strategie per affrontare e contenere l'inflazione e molte altre cose, di quelle cose che interessano a me.
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